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FIORI SPAZIALI

Attraverso quest’opera porto avanti una riflessione sul movimento vitale, che è eterno e ciclico mutamento, del mondo vegetale.

Osservando le piante ci troviamo di fronte all’emersione in superficie della forza abissale che sospinge il continuo rinnovamento della Natura.

Questi fiori sono i fiori dell’oltre, i fiori del futuro, l’immagine del dinamismo evolutivo che supera la temporalità culturale ed ermeneutica dell’Uomo. Sono l’immagine ineludibile, meravigliosa e disarmante della danza della Natura, nella cui maestosità l’Uomo dovrebbe sentirsi coinvolto e da cui dovrebbe trarre ispirazione per riflettere sul proprio operato.

 

SENZA TITOLO

Penso all’amicizia,

darle un significato,

trovarle un sinonimo,

un amore perso

ti stringe il cuore,

perdere un amico

ti crea il vuoto,

avere un amico

con cui parlar libero,

dividere con esso esperienze

che in amore non possono esserci,

amare un amico

per quello che è,

biondo moro

bianco giallo nero,

avere bisogno di lui,

sapere che è lì

anche se lì non c’è,

essere pronto a imprese memorabili,

litigare, insultarsi

e chiedere scusa anche se non si dice,

tollerare, perdonare

sforzarsi,

un amico si incontra

come una pianta:

perché cresca

bisogna curarsi di

essa.

EQUILIBRIO

OLTRE IL SOGNO

CERAMICA SMALTATA

40×30 cm

 

PIACERE

CERAMICA SMALTATA, SUPPORTO IN RAME

60×30 cm

 

 

IL MARE DELLA VITA

ARGILLA SMALTATA

40×30 cm

CERVELLO

CERAMICA SMALTATA

40×30 cm

 

COCINELLA

CERAMICA SMALTATA, SUPPORTO IN OTTONE

80×60 cm

MATERNITA’

 

 

MATERNITA’

 

Molte volte non vediamo quello che ci gira intorno, pensiamo e giudichiamo con troppa superficialità e con troppa semplicità.

MATERNITA’ è una istallazione che occupa uno spazio di 100 cm di lunghezza e 60 cm di larghezza, nel cui centro troviamo una scultura a tutto tondo creata ad anfora, larga in alto e stretta in basso, con una altezza di 100 cm e un diametro di 40 cm. Quest’opera viene sorretta da una base di ferro. Disposti intorno a lei, vengono posizionati a terra dei pezzi d’argilla simili l’uno all’altro, creati a forma di “9”. Il vaso rappresenterebbe l’organo femminile e il suo apparato riproduttivo (come nelle veneri paleolitiche), la madre di tutti, la madre della vita. Le sculture posizionate a terra intorno a Madre-natura raffigurerebbero l’uomo e la massa. Queste tante piccole sculture disposte a creare un insieme, una società, che a prima vista sembrano tutte uguali, se si osservano con attenzione sono in realtà diverse per posizione, colore e per forma, e vorrebbero rappresentare le differenze nella collettività.

Come può essere risolutivo il giudicare, il catalogare le persone per come si vestono, per come camminano, senza osservarle nella loro entità, senza andare in profondità e fermandosi alle apparenze? Un 9 che diventa un 6 cambiandogli posizione, un 6 che a guardarlo bene si trasforma in q, e questa q origina una p diventando P maiuscola, ma anche un girino oppure una nota musicale, quelle note che fanno parte della nostra colonna sonora.

Come possiamo essere cosi pigri o frettolosi nel voler confrontarci col prossimo?

Tutti gli individui hanno di per se stessi un valore proprio, una propria entità e uno scopo importantissimo nella vita, da non poterne farne a meno. Anche se le persone sembrano tutte uguali, ognuna di loro è diversa perché è unica fatta così, a proprio modo.

Quest’opera vorrebbe rappresentare l’uguaglianza che è sempre una disuguaglianza; un insieme è un tessuto sociale di persone simili ma diverse, che deve crescere armonicamente.

 

 

DOVE?

CERAMICA

40×30 cm

 

SENZA TITOLO

CERAMICA SMALTATA, SUPPORTO IN FERRO

130×40 cm

 

SPERANZA INFINITA

CERAMICA, FOGLI DI LAMIERA

70×70 cm

 

“SPERANZA INFINITA”

 

Tutte le persone nel mondo debbono avere la possibilità di “poter scegliere”.

Cosa vuol dire“poter scegliere”?

Ogni individuo deve essere in grado di poter confrontare strade diverse e di potersi indirizzare verso quella che ritiene essere la migliore, in base ai suoi desideri e alle sue necessità. Ma per poter scegliere ogni persona deve poter conoscere e imparare, e per far questo l’istruzione scolastica è un aspetto importantissimo che è alla base della vita.

Questo lavoro è il frutto di un laboratorio fatto insieme alcune classi della elementare di Pianoro

Speranza Infinita è un’opera creata a forma di fiore, dove al centro è disposta una piastra d’argilla smaltata che richiama i graffiti rupestri preistorici e,  in corrispondenza, troviamo disposti intorno a lei, dei fogli di lamiera lavorata che richiamano il moderno, il progresso.

Questa opera cerca di raccontare il principio universale della conoscenza: il saper distinguere segni, il riconoscere forme e percepire i colori .

 

 

EQUILIBRIO

CERAMICA SMALTATA

90×70 cm

 

 

 

 

EBREZZA 

CERAMICA SMALTATA

170×40 cm

INSIEME

CERAMICA SMALTATA, SUPPORTO IN ACCIAIO

40×130 cm

VIAGGIO INFINITO

CERAMICA SMALTATA

90×70 cm

 

 

 

 

 

PENSIERI : INCUBI = SOGNI : GIOIE

CERAMICHE SMALTATE

LA STORIA INSEGNA

Apro i libri di storia

esce sofferenza e dolore

con gli stessi attori

e lo stesso scenario.

Guardo il presente

percepisco la stessa atmosfera

falsa e oscura

guardo il futuro

non trovo nessuna luce

che illumina la strada.

Mi accorgo che …

bisogna cambiare

gli attori i protagonisti

bisogna lavorare per un

futuro di luce

di gioia

diamo il potere a loro

loro che non hanno mai

avuto il potere

loro che non hanno

mai dichiarato guerra a nessuno

loro che si sono sempre schierate

per l’amore e l’uguaglianza.

 

CUBO PALLAVOLO

 

Ho creato un gruppo di quattro mattonelle che raccontano la pallavolo nei suoi aspetti, ogni mattonella ha in se una storia che si collega con la mattonella successiva. Le ho applicate a un cubo di acciaio inox per far risplendere i colori di ogni mattonella. Ho scelto il cubo per far si che questo racconto o questa mia visione della pallavolo non finisse mai di essere letta, come un dado che rotola il mio immaginare è che una persona giri intorno alla mia opera senza mai smettere di comunicare con essa.

 

 

“LEGGEREZZA”

vuole rappresentare la palla che fluttua nell’aria, il suo il suo volteggiare l’ho raffigurato con delle strisce colorate, ho cercato di usare colori allegri per renderla leggera nella sua lettura.

 

 

“FORZA”

vuole rappresentare le varie fasi della partita: la forza di ricevere un colpo, la forza d’abbracciare un compagno, la forza di esultare, la forza di parare un colpo. Ho usato un mono colore di base per renderla monumentale, forte.

 

“VITTORIA O SCONFITTA”

vuole rappresentare il punto ma nello sesso tempo il non punto cioè l’incertezza, l’attimo, se la palla è dentro o fuori. I diversi colori scuri vogliono dare vigore a quel momento effimero.

 

 

“POTENZA”

vuole rappresentare la potenza che si usa per parare una azione d’attacco e nello stesso tempo la forza per distruggere il muro di difesa che ostacola un azione d’attacco. Ho voluto usare tre colori il bianco, il giallo e il nero per rappresentare l’unione delle razze nel mondo sportivo. Il colore scuro come fondo l’ho scelto per sottolineare la forza di questa azione.

L’EQUILIBRISTA

Un piacere effimero

lo spostamento dei capelli,

osservare le punte degli alberi,

seguire la corrente,

lo scricchiolio delle foglie,

i brividi caldi.

Sono equilibrista

Su quel filo sottile

appeso lì lì,

lì davanti a me.

Mi sento volteggiare addosso

il vento della prosperità,

seguito dal vortice del declino.

Si oppone l’ebbrezza dell’onore

all’uragano del disonore,

incontro il maestrale

della lode,

il tifone del biasimo.

Questi venti compaiono, scompaiono,

temprano,

organizzano il mio equilibrio,

le cause della vita.

imparo a camminare

su quel filo sottile

proteso sulla mia oscurità.

SENZA TITOLO

Qual è l’essenza della vita?

Quali note devo suonare?

Quale unità di misura devo usare?

Il profondo, il superficiale?

Il tubo?

La ruota?

La felicità o l’apparenza?

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