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L’EQUILIBRIO

 

L’EQUILIBRISTA

Un piacere effimero

lo spostamento dei capelli,

osservare le punte degli alberi,

seguire la corrente,

lo scricchiolio delle foglie,

i brividi caldi.

Sono equilibrista

sul filo della vita,

quel filo sottile

appeso lì lì,

lì davanti a me.

Mi sento volteggiare addosso

il vento della prosperità,

susseguito dal vortice del declino.

Si oppone l’ebbrezza dell’onore

all’uragano del disonore,

incontro il maestrale

della lode,

il tifone del biasimo.

Attraverso la tempesta della sofferenza

e il venticello del piacere.

Questi venti compaiono, scompaiono,

temprano,

organizzano

il mio equilibrio,

le cause della vita,

mi insegnano

a camminare

su quel filo

sottile

proteso sulla mia oscurità.

 

 

MI SPOSTO CON TE

STORIA DI UNA CARECA

Vado, spingo, freno, aggiusto l’andatura, un po’ a destraa e un po’ a sinistra. Abito in un paese con tante salite e tante discese. I primi periodi in cui uscivo e andavo in strada era una difficoltà, mi dovevo far aiutare: strettoie, dossi, buche, marciapiedi, non riuscivo a procedere senza l’aiuto di una persona. Mi sposto su una carrozzina volgarmente chiamata “seggiola a rotelle”, io la chiamo semplicemente “careca”. Vivo in un paese in periferia vicino ad una città sotto un monte, che con fatica si sta inserendo in un contesto sociale nel quale bisogna essere altruisti, rendere possibili l’inserimento di tutti nel quotidiano. Passeggiare, raggiungere un negozio, andare al Municipio, in posta, al bar, il vento, la pioggia ma anche il sole. E’ sempre una fatica girare, percorrere quegli spaziinfinite volte e trovare infiniti ostacoli; vedere, incontrare, buongiorno, salve….. proseguire in un ambiente dove sei cresciuto e non accorgersi di quel momento che è cambiato dal momento precedente. Dalla passeggiata fata un anno prima nello stesso giorno nella stessa ora, il tempo è trascorso come le nostre vite, lo spazio intorno a noi è mutato; una casa a noi cara di ricordi cede il posto ad un palazzo nuovo, grande confortevole. Che bello uscire di casa preocupandosi di prendere il necessario per andare a passeggiare : dalle chiavi della bicicletta al capello per il sole, poio l’ombrello e le sigarette, un avviso postale; che bello cercare di usare la vista, l’olfatto, l’udito, in aiuto alle gambe per dar dar gioia alla vita.

 

VOLERE VOLARE

 

Passeggiare, camminare mentre si chiacchera, con uno sguardo perso ma attento a tutto quello che mi circonda. Passeggiare, mente spingo: una parola, un occhio alle buche e l’altro rivolto all’ambiente; vedere le stesse persone, salutare e osservare che quella strada non è conveniente, troppo accidentata, troppi scalini, alcune barriere, allora prendere un’altra via. Fermarsi in ferramenta, attendere che esca il negoziante, passare in piazza, scegliere la passatoia meno ripida…… aspettare Claudio, salire andare in comune, provare ad entrare in assensore. Fermarsi al bar e salutare i ragazzi per poi proseguire la mia passeggiata, quella camminata fatta di spinte, impennate, saluti, parole, curve. Quelle ripetute strade quelle vie, quei posti, visti, rivisti ma sempre differenti nelle stagioni e nelle ore. Un momento diverso nello stesso posto attraverso il tempo sempre presente e mai fermo, quel tempo che attraversa, che scorre come lo sguardo cambia, si evolve.

Quelle strade prima vuote, polverose, ora piene di urla, asfaltate, adornate da palazzi, ricchi di gioia, colmi di solitudine. Quelle passeggiate iniziate in un passato di ricordi e difficoltà, quando avevo bisogno di un aiuto per muovermi, ora sono pieno di forza, di gioia. Vedo il mondo che mutua a Pianoro, il paesino che mi ha ospitato dandomi lo spazio di crescere.

 

 

Pittura

100 Dopo La Pioggia
102 Veduta Da Casa Dei Formaggi
103 Tramonto Da Casa Dei Formaggi
104 Tramonto Da Casa Dei Formaggi
105 Valle Del Savena In Amore
106 Tempesta
107 Via Del Gomito
108 Campo Arato Alla Boaria
109 Entrata Nell'orto
110 Casa Degli Attrezzi A Schivanoia
111 Veduta Su Schivanoia
112 Galline E Capanno Alla Boaria
113 Scogliera Sull'argentario
114 Paderno
115 Tre
116 Da Casa Mia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“FIN CHE LA BARCA VA”

“BARCA DELLA SPERANZA”

 

Le mie sculture compongono il racconto dei viaggi di coloro che fuggono da una terra ostile sperando di sopravvivere e sperando di raggiungere una terra che sia la nuova vita.

Ho posto le mie sculture sopra un tappeto rosso. Al centro ho collocato una figura femminile per metà bianca e per metà nera a cui assegno il valore simbolico dei diversi popoli che si incontrano.

A destra sono poste le sculture delle figure umane e le forme che ho dato alle barche. Le figure umane partono e hanno i corpi con le braccia abbassate perché esprimano il loro smarrimento per il futuro. La installazione contiene forme di sassi e placche di terracotta dipinta con i colori che ho scelto per esprimere acqua e terra.

Le mie barche e le mie figure umane, ho voluto plasmarle in modo che si presentino come forme spezzate. Concettualmente una sintesi estrema che sia essa stessa a suggerire attraverso la visione il completamento soggettivo dell’osservatore. Con queste forme spezzate intendo riferirmi ad una speranza che è un salto nel vuoto e che deve ancora accadere. Dentro la barca le figure hanno le braccia tese e aperte sperando nel futuro.

A sinistra della installazione ho voluto immaginare un esito vincente e ho quindi plasmato figure con braccia al cielo giunte sulla terra sperata.

Le sculture sparse in disordine drammatico restano presenti come corpi morti e straziati dal mare.

Nel contesto di un casuale e complesso sviluppo in cui la speranza può diventare morte.

 

SETTE VIZI CAPITALI

In questa mostra sono esposte opere realizzate con tecniche diverse, che hanno come filo conduttore il comportamento umano in questo secolo.

Iniziamo a parlare dei sette quadri che rappresentano i Sette Peccati Capitali, realizzati con tecniche miste.

Il tema dell’INVIDIA, viene sviluppato affrontando l’argomento della violenza sulle donne: spesso l’uomo si trova spiazzato nel riconoscere il loro grande potere riproduttivo creatore della vita, e quel valore che riescono a dare a tutti gli aspetti della realtà, mettendosi in armonia nei confronti dei problemi.

Molti uomini insicuri, maturano un senso di invidia nel riconoscere queste verità, e trovandosi a disagio si rifugiano in comportamenti irrazionali cercando di stabilire una supremazia basata sulla paura e sulla violenza.

La SUPERBIA viene vista come l’incapacità dei grandi padroni del mondo di confrontarsi col prossimo, col diverso.

In una società bombardata dai media dove l’informazione viene criptata e direzionata in un unico senso, nella quale lo straniero è identificato come il nemico, il male i vari rapporti sono solo quelli di sopraffazione e di scontro. Eliminando il confronto e il dialogo, quindi, ciò che emerge è una prospettiva di emarginazione, di guerra e morte.

La GOLA in un secolo di grandi sprechi, sia a livello energetico, che a livello di prodotti, è un peccato tipico della società avanzate, la cui educazione al consumo sregolato crea enormi scompensi economici in tutto il resto del mondo.

ACCIDIA vuol dire scientificamente il non voler agire per vivere cioè, l’estraniarsi dalla società rifiutando ogni forma di sostentamento. In questo secolo la tecnologia e il comfort cercano di pari passo con l’alienazione degli individui. L’uomo si isola, e non volendo relazionarsi con il vicino, non volendo confrontarsi con il prossimo, depresso, crea di conseguenza una società sempre più sterile di sensazioni, di emozioni tra le persone dove le droghe non possono che prendere il sopravvento, venendo utilizzate come sballo individuale per evadere dal proprio disagio.

L’AVARIZIA si identifica col non fare decisioni importanti per salvaguardare il nostro ambiente in un’ottica proiettata verso il futuro. I padroni del mondo non vogliono rinunciare a nulla ingordi di accumulare ricchezze ai danni dell’altro, non volendo sprecare, secondo il loro limitato giudizio, soldi e tempo a favore dell’ambiente dove abitiamo, nostra e loro madre terra, che si sta sempre più inaridendo, corrispondendoci con calamita sismiche e climatiche. Loro fermi a specchiarsi.

L’IRA, questo forte sentimento che non viene controllato e trasformato, si riversa in azioni e atteggiamenti violenti nei confronti di persone che manifestano il loro amore omosessuale. Una omofobia sfrenata, da parte di coloro che non volendo accettare le infinite manifestazioni della vita e non riescono ad individuare e a giudicare la vera causa del problemi che li attanagliano, sfogano la propria rabbia su un capro espiatorio su un colpevole inventato per l’occasione.

La LUSSURIA, in una società che stimola insoddisfazione, e un generale senso d’ineguatezza nei confronti di modelli di vita totalmente privi di valori profondi, e unicamente proiettati alla ricerca di piaceri effimeri, anche il rapporto sessuale sempre più spesso assume la forma di una perversione .

Un’imposizione egoistica senza il coinvolgimento cosciente dell’altro, che automaticamente diventa vittima di un sopruso, di una violenza che lo degrada ad oggetto di piacere.

Proprio queste ci testimoniano tutti gli episodi di pedofilia.

Proseguendo nel percorso troviamo un vaso d’argilla smaltato sorretto da un piedistallo di ferro, intitolato “Fior di donna”, che rappresenta la donna e la natura. Un richiamo a quel connubio tra forza e bellezza, tra immensità e modestia; queste due entità si intersecano nel giusto ritmo dell’agire, che l’uomo dovrebbe più spesso osservare per attingervi informazioni utili ad una vita migliore.

L’esposizione termina con un’opera intitolata “Coccinella”, creata con tecnica mista, vuol rappresentare tramite un insetto cosi piccolo portatore di fortuna, la maestosità. La sua grandezza è di esserci, qui, … lì, o … un po’ più in là, rendendoci partecipi dello spettacolo che è la vita.

AVARIZIA – INQUINAMENTO NEL MONDO

 

LUSSURIA – PEDOFILIA

 

 

SUPERBIA – GUERRE NEL MONDO

 

INVIDIA – VIOLENZA SULLA DONNE

 

GOLA – FAME NEL MONDO

 

ACCIDIA – DROGA TECNOLOGIA 

 

IRA – OMOFOBIA

COCCINELLA

 

 

FIORE DI DONNA

 

 

HUMAN RIGHTS

 

ACQUA … FLUIDITA’

 

Attraverso l’arte, quando concretizzo le mie forme, ho intenzione di raccontare le

emozioni che sono parte della vita e che sanno trasformare la mia percezione in creatività. Un elemento fondamentale della nostra vita è l’acqua. Un elemento che non raffiguro cercando di tradurre in forme rappresentative. Io sono interessato e sempre meravigliato dal fenomeno naturale. Dalla consistenza di cui non esiste una parola per descriverla se non la parola unica e universale che è acqua. Oltre a questo non esiste un modo per esprimere la forza dell’acqua quando inonda o avvolge ogni cosa che incontra. Accarezzando ostacoli e generando azioni e relazioni mediante il contatto. Come artista ho l’intento di esprimere con il mio linguaggio la potenza di questo elemento che si muove inarrestabilmente con la propria naturale energia. Le mie sculture sono ferme e immobili. Le installo in modo da simulare la visione di un corso d’acqua che potrebbe essere un fiume o un oceano. Esse sono realizzate in terra e acqua che io modello e dipingo. La contrapposizione della solida immobilità delle mie forme che inglobano e catturano al loro interno una parte della inarrestabile energia dell’acqua, è il mio concetto espressivo. Catturo nelle mie sculture il senso del fluido scorrere del tempo bloccandolo.

Intendo offrire all’osservatore l’opportunità o la scelta di rivivere emozioni e memorie attraverso la percezione visiva delle mie creazioni plastiche.

 

 

 

FLUIDITA’

 

Un movimento armonioso

Dolcemente accarezza la vita

Ogni parte gioca con se stessa

E con il vicino

Cibandosi di gioia

Donando energia

 

Un movimento armonioso

Dolcemente genera la vita

A volte distruttrice

Ogni parte gioca con se stessa

E con il vicino

Cibandosi di gioia

Donando energia

Accarezza, lava

A volte distruttrice

 

 

INSEGNE

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