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L’EQUILIBRISTA

Un piacere effimero

lo spostamento dei capelli,

osservare le punte degli alberi,

seguire la corrente,

lo scricchiolio delle foglie,

i brividi caldi.

Sono equilibrista

Su quel filo sottile

appeso lì lì,

lì davanti a me.

Mi sento volteggiare addosso

il vento della prosperità,

seguito dal vortice del declino.

Si oppone l’ebbrezza dell’onore

all’uragano del disonore,

incontro il maestrale

della lode,

il tifone del biasimo.

Questi venti compaiono, scompaiono,

temprano,

organizzano il mio equilibrio,

le cause della vita.

imparo a camminare

su quel filo sottile

proteso sulla mia oscurità.

SENZA TITOLO

Qual è l’essenza della vita?

Quali note devo suonare?

Quale unità di misura devo usare?

Il profondo, il superficiale?

Il tubo?

La ruota?

La felicità o l’apparenza?

CHE COLORE HA L’AMORE

Ancorati al passato

Ancora illusi nel presente

ci escludano dalla società

abbandonati dalla famiglia

che non mi accetta

Nella giovane età

pensavo d’essere il male

di far parte dei peccaminosi

dei lussuriosi

ma non capivo

mi sentivo diverso

si

ma chi non è diverso.

Si diverso.

Ma volenteroso d’amare

amo il sesso che porto.

Questa sensazione

è cresciuta con me

non mi sento

integro di questo mondo

ma mi sento

parte integrante di questo

mondo

SENZA TITOLO

Penso all’amicizia,

darle un significato,

trovarle un sinonimo,

un amore perso

ti stringe il cuore,

perdere un amico

ti crea il vuoto,

avere un amico

con cui parlar libero,

dividere con esso esperienze

che in amore non possono esserci,

amare un amico

per quello che è,

biondo moro

bianco giallo nero,

avere bisogno di lui,

sapere che è lì

anche se lì non c’è,

essere pronto a imprese memorabili,

litigare, insultarsi

e chiedere scusa anche se non si dice,

tollerare, perdonare

sforzarsi,

un amico si incontra

come una pianta:

perché cresca

bisogna curarsi di

essa.

RAGIONE DI VITA

Volteggiare

volare partire

senza sosta

e meta

come

le piante

e i fiori

la mia vita è

in continua movimento

una continua

espressione

una pianta

non sa perché cresce

un fiore non sa perché

fiorisce

neanche io so perché

devo vivere

ma so che incontrerò la morte

allora vivo

in questa vita

come un unico viaggio

vivo intensamente

aspettando quel giorno

LA PROMESSA

T’ho vista già in tenera età

e già voltavo lo sguardo

per compiacermi della tua bellezza

ho passato il mio tempo

alla ricerca d’amore

ma anche se il bisogno era intenso

non riuscivo a promettere

quella promessa

che vorrei mantenere

quella promessa che ti vorrei sussurrare

che ti vorrei urlare.

Mi curerò di te

in ogni istante della giornata

in ogni momento della vita

pensandoti

come un fiore

per farti splendere.

E so che a te potrei promettere.

Quel pensiero rinchiuso si aprirebbe e prenderebbe forma.

LA STORIA INSEGNA

Apro i libri di storia

esce sofferenza e dolore

con gli stessi attori

e lo stesso scenario.

Guardo il presente

percepisco la stessa atmosfera

falsa e oscura

guardo il futuro

non trovo nessuna luce

che illumina la strada.

Mi accorgo che …

bisogna cambiare

gli attori i protagonisti

bisogna lavorare per un

futuro di luce

di gioia

diamo il potere a loro

loro che non hanno mai

avuto il potere

loro che non hanno

mai dichiarato guerra a nessuno

loro che si sono sempre schierate

per l’amore e l’uguaglianza.

 

IL PARADISO DOV’E’

Qual è il paradiso

cerchiamo il paradiso

pretendiamo d’andare in paradiso

non ci accorgiamo

che siamo in paradiso

non rispettiamo l’ambiente in cui viviamo

però…. pretendiamo

sole

neve

ci arrabbiamo se piove

sbuffiamo se c’è vento

disperdiamo sigarette

in ogni luogo

in ogni tempo

forse per paura di perderci

desideriamo un paradiso

pieno di fiori

ricco di alberi da frutto

ma poi

abbattiamo gli alberi

calpestiamo i fiori

ma vogliamo un paradiso

sprechiamo l’acqua

insudiciamo l’aria

quale terra pura cerca l’uomo?

se non pulisce la propri vita

non si cura della propria casa

come può godere di un paradiso

 

LA FATICA PIU’ GRANDE

Bi Bip apro gli occhi e li richiudo

Bi bip mi giro e mi rigiro

allungo il braccio e termina quel suono fastidioso

cerco conforto nel notturno calore

quel calore caro che diventa infame

un calore traditore

ingannevole

Penso…. vorrei sognare ma arrivano pensieri

preucupazioni

Mi giro mi rigiro

ma non trovo pace

non riesco a dormire

non riesco a partire

l’insicurezza di essere

l’insicurezza di fare

d’appartenere al mondo che m’aspetta

la depressione mi assale

ma se ….. ma se voglio vivere alla grande

cosa devo fare per combattere la mia parte buia

Capisco che basta l’azione di scendere per partire

quell’azione che bisogna spendere attimo per attimo

nell’intera giornata

giorno dopo giorno

vita dopo vita

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