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Mostra personale “L’Equilibrio” (Il promontorio del sogno), Museo di Arte e Mestieri, Pianoro, Bologna – dal 07 al 15 aprile 2018

Start date: aprile 7, 2018

End date: aprile 15, 2018

INTRODUZIONE ALLA MOSTRA

“EQUILIBRIO”

 

Un motore inarrestabile.

Un pensiero ogni secondo, una immagine ogni istante.

Un muscolo che non conosce riposo, il corpo dorme, lui elabora.

Il pensiero è una forma libera, indipendente dalla nostra volontà. Quanti pensieri ci fluttuano nella mente e non riusciamo a controllarli, certe volte non li capiamo, alcuni forti, altri falsi, altri ci fan volare.

Sogni, tanti sogni, infiniti sogni, quante volte sogniamo a occhi aperti. Giriamo in macchina, saliamo su un autobus e il tempo ci accompagna nei nostri momenti stanchi, a volte noiosi, ma sempre vitali; pensiamo e ripensiamo: la spesa, i figli … il niente … vuoto.

In ogni istante delle nostre giornate il nostro encefalo lavora, elabora. Quando dormiamo lui, imperterrito, non si ferma. Sogniamo: l’amore, i delitti e le passioni.

Il tema della mostra “Equilibrio” parla dei pensieri dei sogni e delle loro sfaccettature. Le opere esposte, sculture e basso rilievi, raccontano o provano a raccontare tramite i colori e i segni, quelle emozioni che provengono dai pensieri.

 

 

 

 

“EQUILIBRIO”

 

 

Quest’opera di quattro mattonelle, creata con un impasto semi refrattario, con tecnica di basso rilievo, vuole raccontare l’equilibrio che una persona deve avere nella propria vita. Quattro è il numero delle stagioni, quattro sono gli elementi della nostra vita e della terra: acqua, vento, terra e aria. Quattro è un numero che ha al suo interno l’uno, il due e il tre . Quattro è poesia.

In tre mattonelle, due in basso e una in alto a destra, sono stati incisi i sette solchi: cinque di questi solchi di colore scuro rappresenterebbero i fili della vita appesi nel nulla, li di fronte a noi. I due solchi blu rappresenterebbero il vento.

La mattonella in alto a sinistra raffigurerebbe lo spazio sopra di noi, le due mezze lune disegnano il cielo.

Gli otto spunzoni, o montagne che fuori escono dalle piatte mattonelle, rappresentano gli ostacoli che ognuno di noi incontra nella vita, otto come le infinite sofferenze che noi incontriamo nel corso della vita.

Il colore verde è la speranza, il colore viola la malinconia che è in noi.

 

 

 

 

 

“SPERANZA INFINITA”

 

Tutte le persone nel mondo debbono avere la possibilità di “poter scegliere”.

Cosa vuol dire“poter scegliere”?

Ogni individuo deve essere in grado di poter confrontare due strade diverse e di potersi indirizzare verso una strada in cui creda sia la migliore , in base ai suoi bisogni alle sue necessità. Ma per poter scegliere ogni persona deve poter conoscere e imparare, e per far questo l’istruzione scolastica è un aspetto importantissimo che è alla base della vita.

Speranza Infinita è un’opera creata a forma di fiore, dove al centro troviamo una piastra d’argilla smaltata che richiama i graffiti rupestri preistorici in corrispondenza disposti intorno a lei dei fogli di lamiera lavorata che richiamano il moderno, il progresso. Questa opera cerca di raccontare il principio universale della conoscenza: il saper distinguere segni, il riconoscere forme e percepire i colori .

 

 

 

 

“FIN CHE LA BARCA VA”

 

Le mie sculture compongono il racconto dei viaggi di coloro che fuggono da una terra ostile sperando di sopravvivere e sperando di raggiungere una terra che sia la nuova vita.

Ho posto le mie sculture sopra un tappeto rosso. Al centro ho collocato una figura femminile per metà bianca e per metà nera a cui assegno il valore simbolico dei diversi popoli che si incontrano.

A destra sono poste le sculture delle figure umane e le forme che ho dato alle barche. Le figure umane partono e hanno i corpi con le braccia abbassate perché esprimano il loro smarrimento per il futuro. La installazione contiene forme di sassi e placche di terracotta dipinta con i colori che ho scelto per esprimere acqua e terra.

Le mie barche e le mie figure umane, ho voluto plasmarle in modo che si presentino come forme spezzate. Concettualmente una sintesi estrema che sia essa stessa a suggerire attraverso la visione il completamento soggettivo dell’osservatore. Con queste forme spezzate intendo riferirmi ad una speranza che è un salto nel vuoto e che deve ancora accadere. Dentro la barca le figure hanno le braccia tese e aperte sperando nel futuro.

A sinistra della installazione ho voluto immaginare un esito vincente e ho quindi plasmato figure con braccia al cielo giunte sulla terra sperata.

Le sculture sparse in disordine drammatico restano presenti come corpi morti e straziati dal mare.

Nel contesto di un casuale e complesso sviluppo in cui la speranza può diventare morte

 

 

UN INFINITO VIAGGIO: il viaggio del desiderio, che per realizzarsi scava solchi e incontra durezze, ma vive della determinazione di arrivare fino alla fine, dove trova una grande gioia e un forte senso di appartenenza.

 

 

 

MATERNITA’

 

Molte volte non vediamo quello che ci gira intorno, pensiamo e giudichiamo con troppa superficialità e con troppa semplicità.

MATERNITA’ è una istallazione che occupa uno spazio di 100 cm di lunghezza e 60 cm di larghezza, nel cui centro troviamo una scultura a tutto tondo creata ad anfora, larga in alto e stretta in basso, con una altezza di 100 cm e un diametro di 40 cm. Quest’opera viene sorretta da una base di ferro. Disposti intorno a lei, vengono posizionati a terra dei pezzi d’argilla simili l’uno all’altro, creati a forma di “9”. Il vaso rappresenterebbe l’organo femminile e il suo apparato riproduttivo (come nelle veneri paleolitiche), la madre di tutti, la madre della vita. Le sculture posizionate a terra intorno a Madre-natura raffigurerebbero l’uomo e la massa. Queste tante piccole sculture disposte a creare un insieme, una società, che a prima vista sembrano tutte uguali, se si osservano con attenzione sono in realtà diverse per posizione, colore e per forma, e vorrebbero rappresentare le differenze nella collettività.

Come può essere risolutivo il giudicare, il catalogare le persone per come si vestono, per come camminano, senza osservarle nella loro entità, senza andare in profondità e fermandosi alle apparenze? Un 9 che diventa un 6 cambiandogli posizione, un 6 che a guardarlo bene si trasforma in q, e questa q origina una p diventando P maiuscola, ma anche un girino oppure una nota musicale, quelle note che fanno parte della nostra colonna sonora.

Come possiamo essere cosi pigri o frettolosi nel voler confrontarci col prossimo?

Tutti gli individui hanno di per se stessi un valore proprio, una propria entità e uno scopo importantissimo nella vita, da non poterne farne a meno. Anche se le persone sembrano tutte uguali, ognuna di loro è diversa perché è unica fatta così, a proprio modo.

Quest’opera vorrebbe rappresentare l’uguaglianza che è sempre una disuguaglianza; un insieme è un tessuto sociale di persone simili ma diverse, che deve crescere armonicamente.

 

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